Isis, Siria e Iraq, come i giornali hanno “mappato” la situazione

By novembre 20, 2015 Mappe

A poche ore dagli attentati a Parigi, l’Isis ha rivendicato la paternità dell’orrore scatenato per le vie della capitale francese. Subito gli occhi di tutti si sono voltati verso il buco nero di Siria e Iraq.

Per cercare di spiegare nel modo migliore lo scenario mediorientale i giornali nostrani hanno proposto una serie di mappe della regione. C’è chi ha scelto di puntare alla netta divisione fra la coalizione internazionale e quella guidata dalla Russia e chi si è concentrato sulla cronologia degli eventi. Vediamo qualche esempio.

Corriere della Sera 17 e 18 novembre

Corriere della Sera (17/11/15)

Corriere della Sera (17/11/15)

Il Corsera già nell’edizione di martedì 17 pubblica una prima mappa di Siria e Iraq che in modo pulito e semplice. La prima cosa che salta all’occhio e la divisione del territorio. Si notano le aree controllate dall’Isis, la Rojava in mano ai curdi siriani e la regione autonoma del Kurdistan in Iraq e, ma in modo meno preciso, si vedono le zone contese tra il regime di Damasco e i ribelli dell’Fse e al-Nusra.

Nella mappa vengono anche indicati i bombardamenti della coalizione internazionale guidata dagli Usa e quelli della Russia. In più sono aggiunti in due box che spiegano quali Paesi stanno bombardando la Siria e quali l’Iraq.

Il 18 il Corriere corregge il tiro e si dedica solo alla Siria. Oltre a spiegare che la Russia ha inviato 25 Tupolev, sceglie di mostrare in dettaglio le fazioni in lotta. Vengono indite le aree sotto il Regime di Damasco e quelle sotto il controllo dell’Fsa. In più si vedono, anche se non in modo chiarissimo, i diversi bombardamenti tra il 16 il 17 novembre.

La Stampa 18 novembre

La Stampa (18/11/15)

La Stampa (18/11/15)

La Stampa offre un’ampia mappa della regione, forse la migliore di tutte. Dentro si possono trovare informazioni di vario tipo. Intanto la grande divisione tra le due coalizioni che bombardano l’Isis. E’ interessante vedere come per ogni Paese coinvolto ci siano informazioni aggiuntive. Mentre nel caso della coalizione internazionale ci sono dati che riguardano alle forze sul campo; nel caso della Russia e alleati ci sono piccole note esplicative. Si trova un riferimento all’inizio delle operazioni di Mosca nell’area, ma anche alle azioni dell’Iran, sia in Siria che in Iraq, e anche il posizionamento dell’Iraq, a metà strada tra Stati Uniti e Russia.

Altra informazione interessante riguarda il totale dei bombardamenti. La coalizione guidata dagli Usa ha compiuto 50 mila missioni dal giugno 2014 per oltre 4.800 raid. La Russia in soli 48 giorni ha compiuto 2.300 missioni per 1.500 raid. Altro elemento interessante è rappresentato dalle forze sul terreno. Si mostra ad esempio che nelle provincie irachene di Kirkuk e Anbar sono schierate milizie sciite impegnate nella riconquista di Ramadi e Mosul. Con lo stesso principio vengono anche rappresentati i soldati dell’esercito di Damasco e di Hezbollah in Siria.

Nella mappa c’è però un errore, o meglio una superficialità. Ci sono alcune frecce che indicano le offensive in atto contro il Califfato. La grafica non chiarisce però quali siano nei fatti le offensive in corso e con quali esiti. Attualmente l’esercito di Assad è impegnato su due fronti: verso il sito archeologico di Palmira contro l’Isis e nelle zone limitrofe alla città di Hama nel nord-est contro i cosiddetti ribelli moderati dell’Fsa. La prima è ancora in corso ma ha riportato qualche successo strappando diversi centri allo Stato Islamico. La seconda, nonostante l’appoggio aereo russo, si è arenata anche grazie alle armi americane di cui dispone l’esercito siriano libero. Sul fronte iracheno la situazione è migliore. I peshmerga curdi hanno ripreso la zona yazida di Sinjar, mentre l’esercito iracheno, pressato anche dagli Usa, si sta preparando a strappare all’Isis la città di Ramadi (della quale abbiamo parlato anche qui).

La Repubblica 18 novembre

Repubblica (2) (18/11/15)

Repubblica (2) (18/11/15)

Repubblica adotta un approccio molto simile, ma inserisce anche un’ampia mappa di due pagine che introduce un elemento nuovo rispetto alle mappe degli altri giornali: la cronologia degli ultimi attacchi. Dagli attentati del 26 giugno in Tunisia fino a quelli di Beirut del 12 novembre.

L’Unità 18 novembre

L'Unità (18/11/15)

L’Unità (18/11/15)

Chi fa una scelta stilistica diversa è l’Unità. Invece di concentrarsi sull’area siriana e irachena sceglie una mappa planetaria che dia un’idea delle ramificazioni dell’Isis, dal suo consolidamento in medioriente alle sue influenze in altri Paesi. Il sito cita anche i “governatoriati” dell’Isis che sono stati proclamati in altri Stati o hanno giurato fedeltà ad al-Baghdadi.

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