Il caos in Yemen spiegato in 5 mappe
(Aggiornato)

By dicembre 16, 2015 #DailyGraph, Infografiche, Mappe
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Un paese sull’orlo della guerra civile

Spiegare il caos yementia non è semplice. L’escalation degli ultimi giorni è solo l’ultimo capitolo di un’instabilità permanente. Il fulcro della vicenda nasce dall’avanzata del movimento sciita degli houthi. Il gruppo, nato nel 2004, ha iniziato una forte offensiva contro il governo centrale a partire dalle primavere arabe che nel 2011 avevano deposto il Presidente ‘Ali ‘Abd Allah Saleh. Da allora, partendo dal nord, hanno conquistato 10 delle 22 provincie in cui è diviso il Paese.
Lo scorso 20 gennaio i ribelli houthi, vicini all’Iran e agli hezbollah libanesi, avevano lanciato la loro offensiva sulla capitale occupando la tv di Stato e il palazzo presidenziale. L’assalto aveva portato ad un accordo con il governo, dimessosi poi in blocco, e all’ingresso in parlamento. Mentre le ambasciate occidentali chiudevano i battenti all’inizio di febbraio, la situazione è precipitata qualche giorno fa con la fuga del presidente Abdel Rabbo Monsour Hadi e con i successivi raid dell’aviazione dell’Arabia Saudita.

Cronistoria degli eventi

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Yemen: tv, aerei sauditi hanno bombardato ribelli

Dove ha colpito l’Arabia Saudita

Il governo di Riyad ha deciso di intervenire nel paese per ‹‹difendere il governo legittimo›› del presidente yemenita Abdel Rabbo Monsour Hadi. L’obiettivo è quello di fermare i ribelli houthi nella loro avanzata verso il sud.

I raid avrebbero colpito tre aree distinte: Saada nel nord del paese, luogo di origine degli houthi; Sanaa, la capitale presa dai ribelli a gennaio; Aden, città meridionale dove gli houthi sanno perfezionando la loro offensiva.

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I raid non saranno isolati e forse preludono ad un intervento di terra. Per l’ambasciatore saudita Jubeir sarebbero 10 gli Stati pronti ad intervenire nel Paese. Con il solo scopo di fermare il gruppo sciita, molto vicino all’Iran.

Un paese diviso in tre

527.970 km² tanta è l’estensione dello Yemen che però risulta fortemente diviso al suo interno. A nord-nordovest è forte la presenza degli houthi mentre a est è sotto l’infuenza di al-Qaeda nella Penisola Arabica, la costola più forte dell’interno movimento terroristico responsabile fra l’altro dell’attentato al giornale satirico Charlie Hebdo dello scorso gennaio.

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Houthi e Governativi

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I movimenti del Sud

Il Paese soffre anche di forti spinte autonomiste da parte del sud, che chiede una completa scissione rispetto al nord con leggi e istituzioni autonome.

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Aggiornamento 16/12/15

Il fronte dei ribelli houthi e la coalizione guidata dall’Arabia Saudita hanno trovato un accordo per un cessate il fuoco di sette giorni. Il primo effetto della tregua avrà ricadute sul piano umanitario. L’OMS potrà intervenire nelle aree più colpite del conflitto che dal marzo scorso ha provocato la morte di 6 mila persone e il ferimento di altri 27mila.

Intanto nel Paese dilagano sia Aqap (Al Qaeda nella Penisola Araba) che l’Isis. Anche se sulla presenza degli uomini di al-Baghdadi ci sono diversi dubbi. Quello che al momento è certo è che il paese è dilaniato e il sud è saldamente nelle mani degli sciiti houthi e con il presidente Hadi che ha stabilito ad Aden la nuova sede del governo.

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